L’inverno si avvicina e anche a questo giro non hai fatto nulla di quello che ti eri promesso e ora il freddo minaccia di andare davvero a livelli seri per via del cambiamento climatico che per chi non lo sapesse altera anche un pochino il circolo atmosferico, notoriamente una cosa stabilissima che non risente proprio proprio di nulla, figurarsi dell’estate da vomito che abbiamo appena passato (e oggi, a ottobre, sono in pantaloncini corti e maglietta accaldato). Già ci sono le avvisaglie di un possibile inverno con picchi di gelo come da anni non se ne sentivano, alternati a momenti miti e forse umidi (si spera, perché nell’orto è tutto cotto) ma purtroppo previsioni attendibili se ne possono far poche.
Sia quel che sia, per quest’inverno i radiatori saranno accesi di sicuro in molte e differenti fasi e modalità e bisogna essere preparati a un’evento certo: i costi. Se di fare i lavori non se ne parla poi così tanto, di capire come gestire il sistema che già c’è in casa sì. Insomma vediamo di capire come si comportano i tuoi radiatori. Ti ricordo infatti che le normative hanno due componenti, una ingegneristica, di cui ci fidiamo e una politica che potrebbe aver cavalcato l’onda sbagliata per la solita miopia di tutto lo spettro parlamentare conosciuto che meh.
Siccome a me della politica non interessa così tanto, capiamo la parte pratica. Le differenze tra i radiatori per il riscaldamento domestico riguardano principalmente i materiali di costruzione, la forma/configurazione e la modalità con cui emettono calore (irraggiamento e convezione).

Ecco le tipologie principali e le loro caratteristiche:
1. Radiatori in Ghisa
- Caratteristiche: Sono i classici termosifoni “pesanti” della tradizione ormai praticamente dismessi ovunque per la scarsa efficienza in bolletta, con molti se e molti ma. La ghisa ha una grandissima inerzia termica: si riscalda molto lentamente, ma trattiene il calore e continua a rilasciarlo a lungo anche dopo che l’impianto è stato spento.
- Vantaggi: Durata nel tempo praticamente illimitata, eccellente resa termica costante.
- Svantaggi: Peso elevatissimo, ingombro notevole, inerzia elevata (poco reattivi se si vuole scaldare casa rapidamente, il che porta a tirare su il termostato ed è lì che scatta la spesa vera).
2. Radiatori in Alluminio
- Caratteristiche: Costruiti ad elementi modulari (componibili). L’alluminio ha una conducibilità termica eccellente e una bassa inerzia termica.
- Vantaggi: Si scaldano rapidissimi non appena si accende la caldaia, sono leggeri, facili da installare e hanno un’estetica moderna. Ideali per impianti moderni a bassa temperatura (es. pompe di calore).
- Svantaggi: Si raffreddano altrettanto velocemente non appena l’impianto si spegne. Richiedono attenzione alla qualità dell’acqua per evitare fenomeni di corrosione galvanica.
3. Radiatori in Acciaio (Tubolari o Piastre)
- Caratteristiche: Possono essere a pannelli radianti (piastre lisce o profilate) oppure tubolari (composti da tubi in acciaio saldati).
- Vantaggi: Ottimo compromesso tra inerzia e velocità di riscaldamento. I modelli tubolari offrono un’ampia personalizzazione estetica e di design (spesso usati nei bagni come scaldasalviette o in versioni d’arredo).
- Svantaggi: Costi che possono variare molto a seconda del design; i modelli a piastra sottile temono l’umidità se non trattati correttamente.
Configurazione del Montaggio e del Flusso
- A elementi modulari: Tipici di alluminio e ghisa, permettono di aggiungere o togliere elementi per dimensionare la potenza termica esatta in base alle dimensioni della stanza.
- A piastra monoblocco: Tipici dell’acciaio, formati da uno o più pannelli paralleli (es. tipo 11, 21, 22) che sfruttano anche alette interne convettive per aumentare il flusso d’aria calda verso l’alto.
- Posizionamento: Solitamente installati sotto le finestre per creare una “barriera termica” contro l’aria fredda discendente dai vetri, oppure a parete in verticale per risparmiare spazio (spesso chiamati termoarredi).
Stai valutando la sostituzione dei radiatori esistenti o hai problemi di riscaldamento in casa? Prima di fare ogni mossa devi capire come il tuo impianto rende col tuo riscaldatore per acqua, sia esso pellet, cippato, teleriscaldato, legna tradizionale, metano, elettrico, solare o ibrido.
Io personalmente sono per la riduzione, preferendo un bel maglione e meno combustione, con un sistema ibrido, il cui comportamento è basato sull’inerzia termica della tua casa. Appartamento in condominio è una cosa, casolare in sasso, tutto un’altro mondo…